In Cammino Con Roberto Straccia

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Il GIP archivia il caso di Roberto. Ma non finisce qui.

Internet e la stampa hanno avuto sin dalla scomparsa di Roberto un ruolo molto importante per noi. Da internet è partito il passaparola durante la convulsa ricerca. Volantini a non finire su mail e bacheche, gruppi per organizzarsi e cercare Roberto. Un continuo scorrere di speranze, delusioni, incertezze. Con la stampa che ci ha accompagnato, seguito, rincorso.

Da internet abbiamo saputo del ritrovamento del corpo di Roberto a Bari, dei dettagli più duri da dimenticare.
Da internet abbiamo saputo dell’ archiviazione del caso.
E sempre da internet le nostre manifestazioni, i cortei per chiedere la verità hanno preso forma, consistenza, son diventati voci “vere” e non sorde parole lette davanti ad uno schermo.
Da internet oggi abbiam saputo che dopo l’ opposione, il caso verrà chiuso.

Questo mezzo di comunicazione potentissimo ci ha aiutato, spalleggiato, facilitato e allo stesso tempo ha reso più immediato confrontarci e conoscere le notizie, anche le più dure da digerire. E’quanto di più potente ci sia. Ma gli manca una componente fondamentale: il calore umano di uno sguardo, di una voce che a seconda delle emozioni di chi si ha davanti cambia tono, cerca le parole giuste. Non sa se chi abbiamo di fronte si sta disperando, ha bisogno di conforto, ha bisogno di essere rassicurato. Ecco, questo è mancato dagli inquirenti e dai procuratori in tutte le fasi che hanno segnato e continuano a segnare questa vicenda. Le istituzioni non sono riuscite a tenere il passo di giornali, web magazine, ansa, rotocalchi. In balìa di fredde notizie, la famiglia Straccia non ha avuto dagli inquirenti o dai giudici che decidevano le sorti dell’ indagine alcun calore. Il mondo digitale e dell’ informazione ha surclassato quello umano, forse per disinteresse, forse per incompetenza. Non sta a noi dirlo.

Nessun rappresentante delle istituzioni ha avuto il coraggio di guardare negli occhi Mario e Rita.

Questo è quello che fa più male, rammarica. Tanto da costringere Mario Straccia ad una amara conclusione: “vorrei conoscere i figli di tutti quei signori che non hanno risolto il nostro caso, lasciandosi scivolare tutto addosso con una ignobile archiviazione. Vorrei capire se sono orgogliosi dei loro genitori”. La potenza dell’ informazione sarà anche nelle nostre prossime battaglie alla ricerca della Verità un mezzo imprescindibile. Non nascondiamo però che la mancanza di contatto umano dai rappresentanti delle istituzioni, il saper usare le proprie capacità per interagire con altri uomini e non essere freddi e meri esecutori ci porta a ringraziare più le tecnologie che questi ultimi. Un sentito ringraziamento va alla stampa e a chi ci ha sostenuto, ci sostiene, mette in risalto ciò che abbiamo fatto e faremo perchè questa storia trovi una degna conclusione.

Ma non ci fermiamo, e non ci fermeremo.
Ancora alla ricerca della Verità.

http://www.ansa.it/web/notizie/collection/regioni_abruzzo/06/24/Caso-Straccia-Gip-archivia-vicenda_8917988.html Il GIP archivia il caso di Roberto. Ma non finisce qui.

Il GIP archivia il caso di Roberto. Ma non finisce qui. ultima modifica: 2013-06-25T07:46:54+00:00 da