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Morte Roberto Straccia, l’inchiesta verso la chiusura

Morte Roberto Straccia, l’inchiesta verso la chiusura

….e la cosa NON è ammissibile. non si può spegnere le luci su tutto senza dare risposte. solo dicendo “cosa potrebbe non essere”.

 

Morte Roberto Straccia, l’inchiesta verso la chiusura

Roberto sul Ponte del Mare

PESCARA. Si avvia verso la chiusura l’inchiesta della morte di Roberto Straccia. Senza novità.

Il giovane marchigiano è scomparso da Pescara il 13 dicembre scorso dopo essere uscito di casa per fare una corsa. Il suo corpo è stato ritrovato il 7 gennaio sulle coste pugliesi. Cosa sia accaduto, però, allo studente di Moresco resta ancora un mistero. La città intera si è mobilitata nelle ricerche, la famiglia e gli amici hanno continuato a sperare fino all’ultimo minuto: le speranze si sono spente solo il giorno in cui un cadavere vestito con calzoncini rossi e un k-way azzurro si è arenato sugli scogli del lungomare di Palese.
La procura pescarese conta di chiudere l’indagine già nelle prossime settimane, un mese , un mese e mezzo al massimo, giusto il tempo di ricevere i risultati completi dell’autopsia dai quali però non si aspettano grosse novità. In queste settimane non ci sono state sorprese nè nuovi spunti che abbiano potuto dirigere le indagini verso piste nuove o raccogliere risultati univoci.
L’ipotesi più accreditata dagli inquirenti resta quella del suicidio ma la famiglia continua a ripetere che non crede assolutamente a questa ipotesi. Proprio i genitori nei giorni scorsi hanno chiesto che venisse fatta una rilevazione tecnica sul lettore di musica che è stato ritrovato nelle tasche di Roberto. Secondo loro potrebbe ‘parlare’ e rivelare quanto meno quanti brani sono stati ascoltati dal ragazzo quel pomeriggio e stabilire, dunque, con certezza l’orario della morte.
La perizia si farà, anche se potrebbe essere l’ennesimo tentativo a vuoto poichè l’analisi tecnica sarà effettuata su un meccanismo elettronico rimasto in acqua per oltre venti giorni. Potrebbe dunque essere impossibile “leggere” l’ipod.
Indiscrezioni sulle nuove analisi medico scientifiche parlano di grumi di sangue trovati nei polmoni del ragazzo e si affaccia dunque l’ipotesi della morte per malore e per embolia. Una pista, però, che anche il perito della famiglia Straccia, Alessandro Meluzzi, tende ad escludere. «L’ho sentita anche io questa cosa», ha detto ieri sera nel corso della puntata di Quarto Grado dove è ospite fisso. «Tendo ad escludere che si possa trattare di qualcosa del genere o di un infarto», ha detto ancora. «Straccia era giovane e in salute».
Lo stesso Meluzzi è convinto che non si tratti di suicidio: «quando sono stato a Pescara», ha spiegato, «ho parlato con diversi pescatori e tutti mi hanno confermato che se si getta un galleggiante in mare è impossibile che questo superi il Gargano».
La famiglia, infatti, continua a chiedersi come il giovane possa essere arrivato in Puglia. Le correnti, dicono gli esperti, potrebbero trascinare un corpo per oltre 400 chilometri e sebbene sia molto difficile, non è da ritenersi assurda l’ipotesi che il cadavere sia riuscito a scavalcare il Gargano per poi finire sulla costa barese. Secondo alcuni periti, considerando il forte vento di quei giorni, sarebbero stati sufficienti appena 16 giorni di tempo.
Per gli inquirenti il corpo deve essere caduto in mare per forza nei pressi del faro del molo nord, a poche centinaia di metri dal Ponte del Mare, perché solo da lì le correnti del fiume avrebbero avuto la forza di trascinare il corpo a largo.
Anche la sorella di Roberto, Lorena, ospite della trasmissione di Rete 4 ha ribadito i dubbi della famiglia: «non sappiamo cosa è accaduto, nemmeno se quello che è accaduto è avvenuto a Pescara».
Non sono mancate proteste anche nei confronti degli inquirenti: gli Straccia lamentano il fatto di non conoscere i risvolti dell’inchiesta e di non essere aggiornati su quanto accada: «non c’è alcun confronto», ha detto Lorena, «non sappiamo a che punto è l’indagine».
Il papà del giovane avrebbe voluto partecipare in qualche modo all’inchiesta e sostiene che forse «non bisognava aspettare venti giorni per visionare i filmati delle telecamere di sorveglianza». Che si sia perso del tempo utile? Due giorni fa papà Mario in una intervista al Resto del Carlino aveva anche confessato che teme che il caso di suo figlio diventi un nuovo «caso Bergamini». Il calciatore del Cosenza di 27 anni morì nel 1989: l’inchiesta venne archiviata come suicidio. «All’epoca», ha ricordato il padre di Roberto, «gli inquirenti, nonostante chi lo conosceva bene dicesse il contrario, giunsero alla conclusione che il calciatore si era gettato sotto un Tir. A distanza di 22 anni, periodo in cui la sua famiglia ha disperatamente cercato di trovare la verità, i carabinieri del Ris di Messina hanno scoperto che si è trattato di un omicidio e che Bergamini era già morto prima di finire sotto le ruote dell’autoarticolato».
Papà Straccia chiede agli inquirenti di non «trarre conclusioni affrettate o semplicistiche, di essere scrupolosi, di non perdere tempo e di considerare le ipotesi che, chi conosceva bene mio figlio, ha paventato. Non fate passare 22 anni, come è successo per Bergamini, prima di trovare la verità».
E anche lui non ha risparmiato critiche agli inquirenti: «C’è una cosa che non riesco a mandar giù», ha detto sempre al Resto del Carlino, «ed è il fatto che ho dovuto apprendere del ritrovamento del corpo senza vita di Roberto dal computer». Straccia avrebbe infatti voluto apprenderlo dagli inquirenti ma andò diversamente: «quella mattina, io e mia figlia Lorena, ci eravamo recati nella caserma dei carabinieri di Pescara per avere informazioni, ma ci venne detto che gli inquirenti non c’erano. Mentre ci trovavamo nella sala d’attesa, abbiamo letto su internet che a Bari era stato rinvenuto il cadavere. A quel punto, abbiamo chiesto con insistenza e da una stanza, sono usciti i vertici dell’Arma che si occupavano delle indagini. Mi avevano mentito, erano tutti lì. Non li potrò mai perdonare per il modo in cui ho appreso della morte di Roberto».
Alessandra Lotti

Morte Roberto Straccia, l’inchiesta verso la chiusura ultima modifica: 2013-02-25T10:40:18+00:00 da